King Marracash non è soltanto un documentario musicale. È un film sulla costruzione di un’identità. Diretto da Pippo Mezzapesa, il docufilm segue un anno della vita di Marracash tra tour negli stadi, backstage, ritorni nei luoghi dell’infanzia e momenti molto più intimi e fragili. Ma ciò che rende davvero interessante King Marracash non è il successo del rapper.
È il conflitto continuo tra Fabio Rizzo e il personaggio Marracash.
Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci segna una definitiva svolta nella percezione della sessualità cinematografica. Nel clima cupo degli anni ’70, il crudo realismo delle compiacenze erotiche delle immagini cinematografiche si scontra con la visione di un’Italia pudica, moralista e democristiana, incapace di cogliere l’autentico dramma dell’istinto di un film, come lo ha definito Moravia, «non di eventi, bensì di situazioni simboliche e ideologiche».